sabato 17 dicembre 2011,

Io l'ho trovato affascinante!
Primo di una trologia (La leggenda di Otori, Il viaggio di Takeo, L'ultima luna), questo romanzo è veramente ben scritto. Avventura, guerre, intrighi ed amore all'epoca del Giappone feudale.
La trama è intrigante e, nonostante faccia parte di una saga, non lascia l'amaro in bocca sul finale. Delicato, mai volgare; sicuro, netto ed inebriante a seconda dei casi. Le descrizioni dei paesaggi mi hanno coinvolta come raramente accade.
Singolare lo stile che mantiene il narratore: in prima persona nei capitoli dedicati a Takeo, il protagonista, e in terza persona nei capitoli in cui la protagonista è Kaede, alternando i capitoli e lo stile fino a quando i due si incontrano.
Takeo sembra nascondere un lato oscuro, quando l'istinto gioca di forza sulla ragione, mentre Kaede può poco nel ruolo di donna di quell'epoca, ma non per questo è meno importante, anzi, in conclusione sorprende il lettore.
Tutto bene fino a quando, nelle ultime pagine, l'amore nato fra Takeo e Kaede viene descritto con toni epici un po' altisonanti, senza tralasciare il contesto. Però che i due consumino il loro amore nel castello assediato mentre le guardie li cercano e un cadavere ciace stecchito sul letto, proprio non mi è piaciuto!
Pazienza, non si può avere tutto.

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